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Autore Topic: Recensione Final Fantasy  (Letto 810 volte)

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Lord Mortimer

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Recensione Final Fantasy
« il: 27 Dicembre 2009, 20:38:20 »
Recensione di Final Fantasy

A cura di: Trivia

C'era una volta...

Credo sia giusto iniziare così, perché quella che sto per raccontarvi assomiglia a una favola, se non fosse che è tutto assolutamente vero.
Stavo dicendo... c'era una volta una piccola casa di software giapponese; il suo nome (anche se credo l'abbiate già capito) era Squaresoft; la Square aveva sfondato in Giappone grazie al gioco di corse Rad Racer, un piccolo capolavoro di semplicità ed immediatezza, oltre che ovviamente di divertimento.
Ma si sa, tutte le cose belle hanno una fine e, dopo un periodo particolarmente fruttuoso, la Square iniziò ad assaporare l’amaro sapore degli insuccessi, fino ad arrivare sull’orlo del fallimento. Difficile a credersi?
Correva l’anno 1987, e la casa, decisa a rimettere in sesto le finanze, pubblicò quello che era allo stesso tempo il suo primo gioco di ruolo e l’ultimo previsto prima dell’eventuale fallimento: Final Fantasy. Leggenda narra che Sakaguchi scelse questo nome per il suo nuovo gioco poiché rappresentava l’ultima speranza di salvezza di Square. Allora la vetta del mercato dei GDR in Giappone era presidiata dalla serie Dragon Quest di Enix, e Sakaguchi non si sarebbe mai aspettato che il gioco si sarebbe rivelato la miniera d’oro, la manna dal cielo che aveva aspettato invano fino a quel giorno.
Tecnicamente parlando il gioco, che appare oggi piuttosto obsoleto, era per allora un vero miracolo: ambientazioni immense, grafica e sonoro spettacolari (non sono riuscito a trattenere una lacrima ascoltando la prima versione del "Prelude", famosa ai più per essere la musica dei titoli di testa in Final Fantasy VII) ed una giocabilità ai massimi livelli. Particolare ancora più sorprendente: il tutto si basava sui soli due pulsanti del controller del NES! Infatti, usando solo due pulsanti e la croce direzionale era possibile spostare i nostri personaggi, interagire con gli oggetti circostanti e con gli altri personaggi, muoversi nel menu, gestire le battaglie...

Sicuramente a decretarne l’enorme successo, furono la cura maniacale di Square per i dettagli (dirlo ora potrebbe sembrare quasi una barzelletta, ma il lavoro fatto all’epoca da Square per rendere il gioco più gradevole agli occhi dei giocatori fu impressionante), la semplicità del sistema di gioco e la splendida trama. Il coinvolgimento del pubblico fu tale da convincere Square a pubblicare anche una lunga serie di seguiti, riscotendo un successo sempre maggiore.
Tutto inizia quando il potere dei quattro elementari, controllato da altrettante sfere di cristallo si vede prosciugare da 4 demoni, controllati dal malvagio Chaos. Lentamente le quattro sfere perdono di efficacia, le conseguenze sono imprevedibili e disastrose per il pianeta; da oltre duemila anni però si tramanda la profezia di Lukahn, che racconta del giorno in cui i quattro Light Warriors (i guerrieri della luce, protagonisti della vicenda), scenderanno sulla terra per riportare la serenità.
All’inizio del gioco sarete chiamati dal re di Coneria per salvare sua figlia, rapita dal malvagio Garland; nonostante la premessa poco originale, lo sviluppo della trama è interessante, e tante volte mi sono chiesto come sia stato possibile far entrare tutto ciò in una cartuccia da 2 MB: centinaia di oggetti, nemici e magie differenti resero senza dubbio felici tutti gli appassionati di GDR.

Il sistema di gioco è piuttosto differente da quello degli episodi successivi della saga; anzitutto potremo selezionare non solo il nome, ma anche la classe dei componenti del nostro party, scegliendo tra guerriero, ladro, cintura nera, mago bianco, rosso o nero, scelta che influirà non poco sullo svolgimento del gioco e sull’approccio tattico alle battaglie; infatti, ad alcune classi è precluso l’uso di armi particolari o abilità, rendendo così necessario un’idea ben precisa dello stile di gioco che vorremo adottare.
Anche il sistema di combattimento è molto più semplice rispetto a quanto vedremo negli anni a venire; ci troviamo, infatti, di fronte al più semplice sistema a turni: basterà ordinare a tutti i nostri personaggi e attendere l’esecuzione dei comandi, condizionata ovviamente dai punteggi di velocità nostri e dei nostri nemici.

Nonostante il gran successo nella "madrepatria", il gioco impiegò ben tre anni ad arrivare in America, dove riscosse tuttavia un discreto successo. Siamo davanti ad un gioco senza dubbio ben realizzato e divertente, ma purtroppo gravemente penalizzato dall’età e dalla difficoltà di procurarsi sia la console che il gioco.
Detto questo, non mi resta che consigliarvi caldamente di dare almeno una chance a questo “leggendario” gioco e augurarvi buon divertimento.


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« Ultima modifica: 02 Ottobre 2011, 17:10:49 di Lord Mortimer »
Citazione da: Master, maggio 2004, spaziogames
se fossi il mitico berlusconi vi manderei nei campi di concentramento con dragostea di sottofondo
Mi sono accorto ora che Twilight è la prima storia d'amore in cui succhia lui anziché lei.
va bè ma ranieri è sicuramente meglio di benitez e gasperini, ha vinto X partite di fila!!!11!!1
il solo pensiero di andare a convivere mi uccide (tollero altre presenza in casa al massimo per 12 ore e la tolleranza tende a scendere a 0 per i 20 min successivi al coito)

 

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