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Autore Topic: Recensione Chrono Trigger  (Letto 833 volte)

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Lord Mortimer

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Recensione Chrono Trigger
« il: 29 Dicembre 2009, 01:27:10 »
Recensione di Chrono Trigger

A cura di: Marylain


"Questa è la vera storia di coloro i quali scoprirono il grilletto del tempo. Da un passato senza tempo verso un inimmaginabile distante futuro molti eventi ed incontri attendono il tuo arrivo." E questo è soltanto l'inizio.
Molti di voi conosceranno sicuramente il gioco che sto per descriversi e, tuttavia, una fetta dei nuovi appassionati della Square potrebbero tuttora ignorarlo creandosi una lacuna tale da non riuscire, forse, a comprendere a fondo la bontà di molti prodotti di questa casa produttrice.
Chrono Trigger è forse uno dei maggiori titoli della Squaresoft, se così li possiamo definire, "extra-Final Fantasy". La vicenda inizia in un tranquillo villaggio del 1000 d.c. "Crono! Crono! Wake up, Crono!" con tali parole, la mamma del giovane protagonista sveglia il ragazzo dal suo torpore mattutino e lo invoglia a far visita alla sua migliore amica, la geniale ed intraprendente Lucca (eh, sì, proprio quella ragazzina con gli occhiali che avrete visto vicino al punto di salvataggio di Lahan in Xenogears.) pare, infatti, che sia riuscita ad inventare un marchingegno davvero interessante.
Alché Crono si avventura nella piazza principale, ma proprio di fronte alla maestosa campana della regina Leene, egli si scontra, senza volerlo con una biondina tutto pepe. I due fanno chiaccherano e si trovano immediatamente simpatici, successivamente si dirigono da Lucca, a nord della piazza.
L'invenzione è semplice, ma, di per sé, complicatissima da progettare: una sorta di teletrasporto in grado di smaterializzare i corpi per poi rimaterializzarli altrove, in tal caso, sul piedistallo accanto.
Crono fa da cavia a questo, forse folle esperimento, ma riesce a ritornare tutto integro sul piedistallo sinistro. Quando Marle, la nuova amica del protagonista, prova ad avere questa straordinaria esperienza, si trova ad affrontare uno degli avvenimenti più sconvolgenti della sua vita; il pendaglio che ha al collo crea una sorta di reazione al macchinario e crea un portale fra le due postazioni facendo catapultare la ragazza chissà dove.

Solerte è l'intervento di Crono che, coraggiosamente, si getta in quella specie di vortice trovandosi, dall'altra parte in uno strano canion dal quale, uscendone, riesce a giungere nella sua città. Però, ha un che di diverso, di sbiadito, di... antico.
Non esiste la piazza di Leene, ed un uomo, in una casa sta costruendo la campana della gloriosa regnante.
Che stava accadendo? Ma, sopratutto, dove si trovava il giovane?
Non ci vorrà molto per comprendere come Crono sia indietreggiato, non si sa come, di almeno tre secoli.
Tre secoli di una storia che pare dover subire un drastico cambiamento dato che la regina è scomparsa ed anche Marle.

Come avrete notato certamente in questo gioco, manca totalmente una trama precedente alle vicende narrate; non esistono spade mistiche, oggetti misteriosi, infranti, da essere ritrovati, nessuna incarnazione di qualche eroe o gloriosi popoli scomparsi nelle maree del tempo, anche se qui il tempo la fa da padrone nelle tematiche trattate.
Tutto ciò potrebbe precludere ad una debolezza nella categoria della storia del gioco, tuttavia non è così.
Crono ed i suoi amici si fanno apprezzare con le loro azioni e con il loro continui viaggi fra una epoca e l'altra (epoche tutte caratterizzate magnificamente), mentre le vicende e le ripercussioni temporali creano delle modifiche nello stato familiare di taluni personaggi, territoriale di alcune località, sociale di altri regni.

Giocare con le lancette dell'orologio dell'umanità non è masi stato così affascinante, come non è mai stato così interessante addentrarsi in luoghi totalmente diversi fra loro, notando come l'umanità si sia evoluta nei secoli.
Il gioco presenta una discreta rosa di personaggi.

Partendo dal protagonista, Crono, egli rappresenta a pieni voti lo standard dell'eroe delle produzioni della seconda metà degli anni novanta: ha un carattere totalmente inesistente, raggiungendo l'estremità dell'incapacità di poter parlare e, quindi, minimamente essere in grado di esprimere talune idee, opioni, giudizi.
Se da un lato questo aspetto potrebbe risultare totalmente anacronistico e poco apprezzabile, dall'altro questa piattezza produce, a mio parere, una migliore impersonificazione nel protagonista, che si piega ad ogni nostro pensiero e si muove senza dire alcuna parola, se non quella che proverrà dalla vostra bocca.

Lucca- Amica del protagonista, rappresenta la parte razionale del party in grado di gestire ogni situazione, anche la più drammatica.
E' lei che riesce a decifrare alcune scritture, comprendere la complessità dei più moderni macchinari, analizzare i dati su computers apparentemente inaccessibili, aggiustare robot, ma sopratutto, creare la Chiave del Tempo.

Marle- Potenziale fidanzata del protagonista, vispa, vivace, quasi infantile.
Urla appena le cose non vanno come vorrebbe, insiste e convince la gente a seguirla nei propri capricci, ed è una principessa un po' viziata.
Nonostante tutto questo non si tirerà mai indietro perché in lei scorre il sangue di una nobile famiglia che esiste da secoli e secoli (prova inconfutabile, il suo mistico pendaglio).
Sarà lei a dare vita allo scopo principale del gioco, ovvero gestire il tempo e migliorare l'umanità prevenendo gli sbagli, correggendo gli errori.

Frog- Trasformato da un mago in una rana, nemmeno il bacio di una giovane fanciulla riuscirà a liberarlo dalla prigionia del suo quantomeno assurdo aspetto.
Sebbene le sue fattezze, il giovane conserva intatto il suo orgoglio, la sua profonda fede in Leene, facendolo sembrare una sorta di Lancillotto della situazione, ma anche la sua vergogna di un passato davvero difficile da poter accettare.
In lui si scatenano le forze della gloria e del tracollo, nonostante questo, solo lui è e rimarrà l'eroe del suo tempo. L'unico a poter essere in grado di brandire la spada sacra.

Robo- Simpaticamente chiamato in questo modo dalla compagnia di Crono, è un robot nei cui circuiti scorre forse un pulsante sangue a posto del petrolio.
Le fredde membra di questo personaggio, a volte un po' goffo nei movimenti, verranno riscaldate dal calore umano, unica sua fonte di luce intorno al vuoto del laboratorio cui era stato segregato.

Ayla- Feroce, veloce, felina, abile e potentissima guerriera primitiva vestita dalle pelli di qualche animale (forse una scimmia a giudicare dalla coda). Spettinata, incapace di parlare correttamente, ma già una leader nella sua tribù.
Solo i più forti sopravvivono nella giungla ed Ayla pare non esserne intimorita, ma, anzi, l'ardore che la porta a combattere diventa sempre più forte ogni qual volta la razza umana conquista un gradino in più sulla scala evolutiva a dispetto dei dinosauri a sangue freddo.

Magus- Tenebroso quanto basta per renderlo un vero e proprio Majin. Crudele e spietato nel suo contorno macabro, ma forse diverso all'interno.
Non si conosce molto di lui, nemmeno i suoi reali scopi che rimangono nell'ombra per quasi tutta la durata del gioco.

Parallelamente, parlando di nemici, paradossalmente, Chrono Trigger non possiede un'ampia gamma di boss da temere.
Molti di loro sono strambi, goffi, al limite del demenziale, il più temuto, Magus, poi, può addirittura unirsi al party se il giocatore è disposto ad accettarlo.
Il sistema di combattimento è uno dei più "realistici" che la storia dei giochi di ruolo abbia mai conosciuto e sfortunatamente ripreso in maniera un po' più sbrigativa solo da Breath of Fire 3 (che, tra l'altro condivide un tema musicale con questo prodotto, praticamente identico).
Non vi sono distorsioni del paesaggio, rotture di vetri, zoomate, o fade-in di alcun genere.
Quando curiosate dentro ad un cespuglio in una foresta state quasi certi che ne usciranno fuori dei mostriciattoli che si disporranno, assieme a te, nell'area circostante.
Inizia la battaglia quando l'active battle system comparirà in alto o in basso dello schermo.
Allora si potranno usare non solo le canoniche magie, ma anche combinazioni di colpi fra due o tre personaggi che daranno vita a dai colpi devastanti.

Sarà quindi un piacere poter provare tutte le combinazioni per determinare la migliore da usare in un combattimento piuttosto che in un altro (davvero utile, per esempio, il combo fra Frog ed Ayla).
Graficamente parlando, il gioco sente i suoi anni, senza ombra di dubbio, ma sfrutta a pieno le potenzialità della console dal quale esso è nato, ossia il Super Nintendo.
Tra l'altro non trasfigura, sempre graficamente parlando nemmeno di fronte a delle produzioni quali la saga di Lunar.
Le ambientazioni rimangono, in ogni caso, molto piacevoli, sopratutto se accompagnate da un sempre pertinente sottofondo musicale.
In tal caso le musiche giocano ancora uno dei punti forti del gioco.
Alcune sono rimaste storiche, altre hanno fatto piangere i cuori sensibili, altre ancora hanno affascinato il giocatore quando si trovava nell'Impero Magico di Zeal.
Conturbanti quanto bastano, forse oscurate dal cliché che si è venuto a creare dalle produzioni immediatamente successive.
In quanto a longevità, Chrono Trigger si trova in una barca sicura in quanto non dispone di ambientazioni alternative o di super-bosses, ma in ogni caso, gode della prosperità di numerosi finali determinati da quando il giocatore deciderà di terminare il gioco.
Per rendere l'impresa possibile, da una fine all'altra si potrà conservare lo status, le armi e gli oggetti dell storia precedente, invogliati a gustarsi ending sempre differenti.
Ricordo che il suddetto gioco è uscito sia in versione SNES che in una più moderna conversione PSX/USA facente parte di un prodotto che va sotto il nome di "Final Fantasy Chronicles", un pacchetto contenente anche il poco conosciuto Final Fantasy 4.
Entrambi farciti da dei gustosi Full Motion Video, l'uno aiutandosi con la Computer Garifica e l'altro, ed è questo il nostro caso, delle animazioni in stile anime disegnati da uno dei più illustri mangaka conosciuto in tutto il mondo per la sua piccola Arale e per il suo fortissimo Goku, proprio lui, Akira Toryama.
Che abbia aiutato, la sua sola presenza, il suo solo tratto di matita a rinverdire il successo di questo gioco non vi è alcun dubbio e sarebbe davvero inutile discuterne, ma non sarebbe saggio, solo estremamente riduttivo, circoscrivere la magia di Chrono Trigger solo al suo character design.
Il grilleto del tempo spara verso un'opera unica, irripetibile, nonostante i, a mio avviso, vani tentativi di rievocazione in Chrono Cross.

Cercare di descrivere un prodotto di questo genere significherebbe non riuscire a definirlo adeguatamente e, badate bene, esso non è esente dalle sue pecche (lungi da me dichiarare la perfezione di un qualsiasi titolo).
Come ho detto prima, l'anzianità, un protagonista che non è altro che l'ombra dei più carismatici Tidus o Fei cui siamo soliti confrontarci, l'assenza totale di un antagonista di un certo stampo.
Contraddizioni e lacune che, grazie al misticismo di questa opera, forse possono divenire punti di forza.
Sì, perché il titolo non perde di vigore anche se il giocatore è costretto a confrontarsi con l'astratta temporalità, l'estramemente idealizzato Lavos, distruttore e larva delle epoche mondiali scandite dal ticchettìo inesorabile di quell'orologio che ci separa dall'inzio delle nostre battaglie contro i paradossi temporali, la comprensione di nuove o distrutte in un tempo ormai remoto civilità.
Chi avrà voglia di fare un passo all'indietro (magari usando un portale come quello di Lucca) verso un titolo che ha saputo veramente essere in grado di resistere ai flussi della tempo e della storia dei giochi di ruolo, troverà una specie di perla un po' sbiadita, ma ancora luccicante se strofinata per bene.
Per quello che mi riguarda, secondo il mio modestissimo parere, Chrono Trigger rimarrà per sempre non uno dei giochi a cui ho giocato, ma uno dei pochissimi giochi a cui io ho avuto l'onore di giocare.
Buon viaggio a tutti.



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« Ultima modifica: 02 Ottobre 2011, 17:09:29 di Lord Mortimer »
Citazione da: Master, maggio 2004, spaziogames
se fossi il mitico berlusconi vi manderei nei campi di concentramento con dragostea di sottofondo
Mi sono accorto ora che Twilight è la prima storia d'amore in cui succhia lui anziché lei.
va bè ma ranieri è sicuramente meglio di benitez e gasperini, ha vinto X partite di fila!!!11!!1
il solo pensiero di andare a convivere mi uccide (tollero altre presenza in casa al massimo per 12 ore e la tolleranza tende a scendere a 0 per i 20 min successivi al coito)

 

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